Comunicato del Consiglio d’istituto del liceo Genovesi

Il 9 luglio è stata approvata alla Camera il Ddl ‘’Buona Scuola’’, riforma ritenuta incostituzionale e contro la quale ci siamo battuti con determinazione durante tutto l’anno scolastico oramai conclusosi.  Cortei, assemblee, picchetti, iniziative, non hanno fermato l’intento del Governo Renzi di trasformare la scuola pubblica in una e vera propria azienda.

In molte scuole dove abbiamo provato, e in alcuni casi siamo riusciti, a creare informazione sui reali scopi della riforma ci siamo trovati ad essere attaccati  da parte dall’unica parte della componente scolastica che trae benefici da questa riforma: i dirigenti scolastici.

Infatti, all’indomani dell’approvazione della legge all’interno delle scuole i  presidi  ritengono già di poter esercitare la loro autorità senza dover rendere conto del proprio operato a nessuno.

Un esempio concreto di quanto detto fin ora è avvenuto al liceo Genovesi, dove pochi giorni fa si è tenuto il Consiglio d’istituto.  Tra i punti all’ordine del giorno c’era anche la discussione riguardo il Ddl “Buona Scuola”, a riguardo del quale la preside ha espresso il suo pieno consenso. Ha dichiarato, infatti, che già dal prossimo anno spetteranno a lei tutte le decisioni, alle quali non ci si potrà opporre.  Questo, infatti, è uno dei punti cardine del Ddl che non fa altro che eliminare ogni forma di espressione all’interno della scuola e che trasforma la figura del preside in un vero e proprio manager.  Inoltre la preside ha screditato tutti coloro che in questi mesi si sono opposti alla riforma affermando che in realtà non avevano compreso il testo e che il loro dissenso si manifesta solo attraverso “semplici” slogan. Durante il consiglio, poi, è stato deciso di assegnare a tutti coloro che all’esame di stato avevano conseguito il 100 un buono libri di €100, soldi che verranno presi dai contributi volontari dati dai genitori, soldi che dovrebbero essere destinati al corretto funzionamento dell’istituto. Facendo ciò non si fa altro che accentuare ancora di più le disparità tra gli studenti e aumentare la competizione.

Ci sembra assurdo che già quest’estate si palesi lo spirito negativo di una riforma che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2016. Una riforma contro la quale ci siamo battuti durante quest’anno scolastico e contro i quali continueremo ad opporci già da settembre. Ciò che è successo nel consiglio del Genovesi accadrà in tutte le altre scuole con sempre più regolarità. Opporsi a questo sistema sarà ogni giorno più difficile sia per gli studenti che per i professori, ma non per questo dobbiamo demordere. Al contrario, è fondamentale riprendere la mobilitazione che ha coinvolto il mondo dell’istruzione per tutto l’anno appena passato, combattendo con sempre più forza e determinazione, unendo ragazzi e lavoratori della scuola, senza fare un solo passo indietro.

Stay out of control!

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12 maggio, Napoli dice di no alla “buona scuola” di Renzi e alle prove invalsi!

Oggi, 12 maggio, le scuole erano vuote e gli studenti si sono sottratti alle logiche di merito e valutazione alle quali li avrebbero sottoposti i quiz Invalsi, noi Studenti Autorganizzati Campani siamo scesi in piazza in centinaia dalle scuole di Napoli e provincia per ribadire il nostro no al governo Renzi e alla sua buona scuola al fianco dei docenti che scioperavano. Il corteo, determinato, si dirigeva a piazza del Plebiscito dove si teneva un incontro tra banche e imprese in cui l’assessore Nappi teneva l’ennesimo dei suoi comizi ma è stato intimidito dagli agenti della digos e bloccato da un cordone di celere. Senza fermarci, non abbiamo perso l’occasione di andare a dare solidarità a Mimmo uno degli operai lincenziati dalla Fiat, che è in sciopero della fame dopo essere salito su una gru del cantiere della metropolitana di Municipio, che Renzi andrà a inaugurare sabato 16 maggio. In questo prossimo appuntamento saremo ancora in piazza inflessibili contro l’ennesima passerella del presidente del consiglio, per discutere e organizzare la contestazione ci vediamo all’ex opg occupato “je so pazzo” domani mercoledì 13 alle 15.

SE LA NORMALITA’ E’ IL GOVERNO RENZI, ALLORA “JE SO PAZZO!”

Studenti Autorganizzati Campani

   

   

Riparte Another Knowledge anche quest’anno!

Con l’inizio del nuovo anno l’autunno caldo che abbiamo vissuto è definitivamente giunto al termine. Un autunno pieno di eventi, segnato da mobilitazioni che hanno coinvolto migliaia di studenti e con date di grande rilevanza come il 14 novembre con il corteo diretto a Confinustria.
Allo stesso tempo come risposta alle nostre iniziative abbiamo ricevuto soltanto politiche repressive da parte di presidi e forze dell’ordine, con lo scopo di stroncare drasticamente qualsiasi tipo di mobilitazione.
Ma non possiamo lasciarci fermare né dall’inizio del nuovo anno né tanto meno dagli atteggiamenti della controparte. Ed infatti proprio in un periodo che usualmente risulta improduttivo per il movimento studentesco noi Studenti Autorganizzati Campani abbiamo deciso di rilanciare anche quest’anno il progetto Another Knowledge 2.0, che ha l’obiettivo di portare all’interno delle scuole diverse tematiche di discussione che normalmente non vengono trattate in ambito scolastico, proponendo appunto una conoscenza alternativa. A partire da gennaio infatti abbiamo attribuito ad ogni mese una tematica differente, inizieremo con i mesi di gennaio e febbraio nei quali parleremo di repressione, continuando poi con marzo e l’antifascismo, aprile e le questioni del mondo del lavoro e concludendo parlando delle prove Invalsi. Il tutto sarà accompagnato da serate musicali ed iniziative nello Spazio Me Ti in via atri 6.
Another Knowledge è un progetto culturale, politico e musicale che ci permette di avere spunti di riflessione e discussione rispetto ad argomenti ai quali viene dato ben poco spazio ma che costituiscono la nostra realtà, creando così momenti di socialità e condivisione anche attraverso le arti e la musica.
Seguici sulle pagine facebook Sasà Sac e Another Knowledge.

THINK OUT OF CONTROL.
Studenti Autorganizzati Campani.

*******************************Cos’è AK14 e 15****************************

Durante la mobilitazione del 2010 nasce a Napoli il collettivo degli Studenti Autorganizzati Campani, dalle lotte che in quell’autunno attraversavano il paese contro le politiche dell’allora governo Berlusconi; politiche di riforma dell’istruzione e radicali tagli ai servizi sociali, ancora oggi portate avanti dagli attuali governi. Abbiamo quindi dato forma a un coordinamento dei collettivi delle scuole di Napoli, socializzando i disagi vissuti ogni giorno dagli studenti, unendo le proteste comuni: perché solo uniti riusciremo a organizzarci e cambiare le condizioni inaccettabili che siamo costretti a subire e perché no, costruire un mondo diverso. Lottando e sollevando le contraddizioni che viviamo tutti i giorni nelle scuole, abbiamo capito che il sistema scolastico non può essere cambiato se non si tengono presente le logiche di profitto che regolano l’intero sistema. Questo perché è il modo in cui si producono beni e servizi a determinare la struttura della società: la politica, la religione, l’arte, l’istruzione stessa, non sono che aspetti sovrastrutturali di questa, sono quindi subordinati alle logiche del capitale che se ne serve per giustificare e rafforzare il proprio potere. In questi anni di lotta abbiamo avuto modo di toccare con mano gli effetti che queste politiche generano nella nostra società: prendiamo,ad esempio, il sistema dei trasporti pubblici di cui ci siamo sempre occupati: il disagio diffuso in questo settore deriva dal rapporto tra i lavoratori di questi servizi e coloro che li detengono, ossia i proprietari di questi: in breve possiamo dire che proprio il rapporto tra chi viene sfruttato (il lavoratore) e lo sfruttatore (colui che detiene i mezzi di produzione) è la condizione necessaria che permette l’esistenza del capitalismo. E infatti,i n questo caso come in tanti altri, i disagi sono da attribuire alle condizioni in cui i lavoratori sono costretti a lavorare. Ma il capitalismo non risparmia niente:il forte interesse di accumulazione di denaro è presente anche nei libri su cui studiamo, che vengono venduti anno dopo anno a prezzi sempre meno accessibili , nonostante le informazioni contenute non subiscano sostanziali variazioni. Questo perché quelle “informazioni” sono di fatto “di proprietà” delle case editrici che, attraverso il copyright, realizzano annualmente ingenti profitti. E di esempi ce ne sarebbero molti altri.
La scuola che frequentiamo quindi non è affatto isolata dal resto della società, anzi al suo interno ritroviamo le dinamiche di competitività, individualismo, selezione di classe, che regolano tutto il sistema. I “nostri cari” politici ci dipingono l’attuale modo in cui va il mondo come l’unico possibile, strumentalizzano la cultura e la modellano secondo i loro scopi: questa, quindi, non è concepita come strumento per acquisire consapevolezza e criticità rispetto a ciò che ci circonda, ma come competenza necessaria per inserirci nel suddetto “mondo del lavoro” a condizioni sempre meno dignitose e su cui abbiamo sempre meno voce in capitolo. E infatti già tra i banchi di scuola noi studenti veniamo educati ad un regime di competizione e meritocrazia e solo chi meglio si adatterà agli standard decisi dalla classe dominante avrà la possibilità di avere un futuro soddisfacente.
In questi anni di esperienza, invece, abbiamo appreso che le cose non sono come loro ce le raccontano e che costruire collettivamente una cultura alternativa, dal basso, non solo è possibile, ma è necessario! È indispensabile quindi contrapporre a questo modello di “conoscenza”, una conoscenza critica; (perché “il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione”) che sia libera da qualsiasi logica di potere e diventi uno strumento rivoluzionario nelle nostre mani.
Proprio per questo è nato Another Knowledge: un progetto col quale, usando i nostri spazi collettivi, condivideremo opinioni e creeremo momenti di confronto reale sulle tematiche più attuali che, più o meno direttamente, toccano la nostra vita come il futuro del sistema istruttivo,il mondo del lavoro che ci aspetta. Proveremo ad affrontare la realtà e le sue contraddizioni come le avvertiamo noi ogni giorno, a prescindere dalle distorsioni con cui il sistema ce le presenta attraverso l’informazione, la propaganda politica, lo stesso sistema scolastico. E’ evidente che fino a quando il potere economico, politico, mediatico sarà concentrato nelle mani di un’oligarchia borghese, gli attacchi andranno sempre nella direzione delle fasce più deboli della società e quindi per rovesciare tale situazione è indispensabile che i cambiamenti da rivendicare riguardino tutti coloro che da questo sistema sono oppressi! Se per cambiare lo stato attuale delle cose bisogna quindi ottenere avanzamenti collettivi, allora la lettura della realtà e le strade da percorrere devono essere frutto di un confronto altrettanto collettivo, confronto che cercheremo, nei mesi in cui AK si articolerà, nei più svariati ambiti: dal dibattito politico, al confronto artistico, alla condivisione di musica e momenti sociali.
Attraverso questi metodi di condivisione, abbiamo quindi deciso di affrontare diversi temi che caratterizzano il modello d’istruzione attuale. Il metodo meccanicistico e nozionistico con il quale siamo abituati ad affrontare la cultura ci porta a assimilare in maniera passiva ciò che studiamo, a interpretare quasi in maniera naturale l’agire delle grandi potenze che, in nome del capitale, continuano a sottomettere territori e a controllare interi popoli. Di esempi ne abbiamo tanti, partendo dalla repressione spagnola nei confronti del popolo basco al genocidio del popolo palestinese. E sempre questo metodo che ci porta a concepire come giusta l’inferiorità del genere femminile rispetto a quello maschile, l’impostazione dell’istruzione in funzione delle necessità del mondo lavorativo e la subordinazione dell’oppresso all’oppressore. Sono per noi tutti principi da combattere per la creazione di un nuovo mondo, quindi di UNA NUOVA CONOSCENZA…
Dalle macerie della nostra generazione nascerà un pugno chiuso e una canzone!

Lettera aperta. In questa “buona scuola” il cattivo è chi protesta.

C’è qualcosa di preoccupante che in questi giorni sta avvenendo in molti istituti di Napoli. Episodi che hanno un forte odore di autoritarismo e che richiamano alla mente metodi e atteggiamenti che definire fascisti non sembra essere un’esagerazione.

Sono notizia di questi giorni le spaventose dichiarazioni di vari presidi delle scuole di Napoli di fronte ai numerosi momenti di partecipazione, confronto e protesta che gli studenti stanno mettendo in campo in questi mesi contro i provvedimenti sulla scuola.

Ma chiariamoci meglio. Da settembre, la Scuola pubblica italiana è stata investita da un ferocissimo attacco, l’ennesimo, portato avanti per l’occasione dal Governo Renzi e dal ministro dell’Istruzione Giannini, atto a smatellare gli ultimi rimasugli di diritto allo studio rimasti in questo paese e a cancellare quel barlume di idea di “Scuola” come istituzione di cultura libera e non asservita agli interessi del mercato.

Sono stati tanti e coinvolgenti i momenti organizzati dagli studenti, assemblee, cortei, occupazioni, autogestioni, dibattiti e molti altri: tutto ciò che l’energia e la creatività degli studenti ha messo in campo per difendere una idea di scuola diversa ha costantemente riempito scuole e le piazze.

Di fronte a queste mobilitazioni sarebbe stato scontato e naturale, se ci fosse la buona fede, che i presidi prendessero parola al fianco di chi sta cercando di difendere l’istituzione della quale sono a capo.

Al contrario, si sono organizzati per attaccare e reprimere queste iniziative degli studenti senza risparmiarsi in menzogne, metodi inquisitori e dichiarazioni persecutorie ben al di là della soglia della vergogna.

Coloro che dovrebbero essere la carica più alta all’interno delle scuole non hanno avuto scrupoli a denunciare gli studenti, a puntare il dito contro i collettivi, a annunciare il pugno di ferro, chiedendo alle forze dell’ordine di colpirli, annunciando bocciature e provvedimenti disciplinari, indignandosi per la presunta indulgenza dei genitori, inviando anche le famiglie a una repressione più forte, e schierandosi al fianco di chi, Governo in primis, cerca di ridurre il mondo della formazione in macerie.

Nel farlo non si sono sprecate parole a vanvera come “terrorismo”, “atteggiamento cammoristico”, l’eventulità di “reati associativi” e altre ridicole amenità di questo tipo.

Pare davvero che in questo paese, chiunque cerchi con coerenza e costanza di difendere la scuola, di portare all’ordine del giorno i problemi che l’attraversano, di creare momenti di confronto e di dibattito debba essere ostracizzato e perseguitato da presidi-menager (un binomio che suona in questi giorni come presidi-dittatori) che, ribaltando i minimi canoni della decantata missione educativa, chiede a gran voce l’intervento delle forze dell’ordine e l’utilizzo di misure repressive.

Su tutti è emblematico il caso dell’istituto tecnico-industriale Giordani-Striano nel quale ben 7 studenti, per bocca della stessa preside, sarebbero stati denunciati. La colpa? Quella di non rassegnarsi agli edifici scolastici che crollano, ai laboratori inutilizzabili, a un mondo della formazione sempre più piegato di fronte agli interessi di Confindustria e di chi non vede l’ora di ricevere dalle scuole studenti “formati a puntino” per poter essere utilizzati e sfruttati sui posti di lavoro. Se a fronte di provvedimenti governativi che sotto il nome di Buona Scuola distruggono il diritto allo studio, fanno della scuola qualcosa che sempre più assomiglia a un’azienda o cercano di rendere le aule delle caserme piene di studenti “buoni” (per i profitti delle aziende) gli studenti fanno senire la propria voce, si organizzano in collettivi, organizzano iniziative e occupano per protesta la propria scuola, i presidi rispondono a tutto questo con denunce, l’intervento delle forze dell’ordine, la diffamazione sui giornali e la messa all’indice degli studenti più coerenti e combattivi nelle loro rivendicazioni. Trovando proni e reattivi giornali pronti a amplificare la voce solo di una delle campane, quella “più in alto”.

Sia chiaro che è una pia illusione pensare che questi provvedimenti possano arrestare le lotte degli studenti. Di fronte a leggi e provvedimenti che attaccano la vita degli studenti, la loro possibilità di studiare e di organizzare le proprie rivendicazioni, non c’è repressione o metodi autoritari che tengano. Quando in gioco ci sono i diritti e la voglia di rendere la scuola e la società un posto migliore, non saranno campagne di vero e proprio “terrorismo mediatico”, sospensioni o denunce a fermare chi vuole dire “basta”.

Infine, non si può pensare che le lotte contro chi devasta la scuola possano essere arginate dagli strilli dei presidi o dalla repressione della polizia. Se sul piatto c’è il futuro e la possibilità di prendere parola i tentativi di diffamarla e contrastarla troveranno di fronte una sempre maggiore unità tra gli studenti e solidarietà di tutti coloro che non negoziano i propri diritti.

Per denunciare questo clima repressivo e di intimidazione è indetta una conferenza stampa il giorno  1 dicembre alle ore 13:00 ai cancelli dell’istituto Giordani-Striano in via Caravaggio 184. Si invitano la stampa e tutti i mezzi di informazione a partecipare.

La protesta arriva anche sui monumenti napoletani : “contro buona scuola e job’s act occuperei anche io! (qui le foto) https://www.facebook.com/studentiautorganizzaticampani/media_set?set=a.777665268973455.1073741834.100001899663383&type=1&pnref=story

Firmatari (in aggiornamento):

Docenti

Giuseppe Aragno (storico e docente universitario)
Alessandro Arienzo (docente università Federico II)
Angelo Genovese (docente università Federico II)
Ida Orabona – docente
Giuseppe Antonio di Marco (docente Università Federico II)
Giuseppe Ferraro (docente Università Federico II)

Valeria Pinto (docente Università Federico II)

Ugo La Bella -docente (TO)

Francesco Tirro – docente

Scuole

Collettivo Genovesi-Campanella
Collettivo Autorganizzato Settimo
Collettivo Fonseca
Collettivo Pagano-Bernini
Collettivo Vittorini
Collettivo Liceo Artistico Ss. Apostoli
Collettivo Nitti
Collettivo Labriola
Collettivo Rossini
Movimento Pansini
Collettivo G.B. Vico
Collettivo Sannazzaro
Collettivo Comenio Autorganizzato
Collettivo Galilei
Liceo Alberti
Collettivo Nautico
Collettivo Falcone
Collettivo Vittorio Emanuele
Collettivo Virgilio
Collettivo Pareto
Collettivo Gentileschi
Collettivo Mazzini
Collettivo Siani
Collettivo Vincenzo Cuoco
ITG Della Porta
Collettivo Umberto I
Collettivo Mercalli
Liceo Elsa Morante
ISIS Vittorio Veneto
IPIA Miano
ISIS De Nicola
ISIS Livatino
ITIS Galileo Ferraris
ITIS Giustino Fortunato
Villari (Napoli)
Garibaldi (Napoli)
Fermi Gadda (Napoli)
Da vinci (Napoli)
Ferraioli (Napoli)
De Filippis Galdi (cava de’ Tirreni)
Diaz (Caserta)
Giannone (Caserta)
Giordani (Caserta)
Severi (Salerno)
Colletta (Avellino)
Barsanti (Pomigliano)
Emilio Segrè (Marano)
Torrente (Casoria)
Giordano Bruno (Arzano)
De Liguori (Acerra)
Dalla Chiesa (Afragola)
Gandhi (centrale e succursale) (Casoria)
Professionale (Arzano)
Miranda (Casoria)
Brunelleschi (Afragola)
Imbriani (Pomigliano)
Giannone (Benevento)
Rummo (Benevento)
Convitto Giannone (Benevento)
Telesia (Telese)
Imbriani (Avellino)
Rossi Doria (Avellino)
De capraris (Avellino)
Menna (Salerno)
Magistrale Galizia (Nocera)
E.Pascal (Sant’Antonio)
Siani (Casalnuovo)
Caccioppoli (Napoli)
Cantone (Pomigliano)
G.D’orso (Avellino)
Mancini (Avellino)
Convitto Colletta (Avellino)
Amatucci (Avellino)
De santis (Sant’Angelo dei Lombardi)
Da procida (Salerno)
Alfano (Salerno)
Focaccia (Salerno)
Liceo Calamandrei
ITI Marie Curie
ITG Archimede
IPSAR Ugo Tognazzi
ITPS Nitti
IIS Flacco

Collettivi, coordinamenti, associazioni

Collettivo Autorganizzato Universitario
Laboratorio Politico Iskra
Coordinamento Studentesco Napoli Est
Coordinamento KAOS
Collettivi Autonomi
Zer081
Aula Flex
Mensa Occupata
Collettivo Studenti Federico II
Insurgencia
Mezzocannone Occupato
Dada
Uds Napoli
Coordinamento Precari Scuola
Link Napoli
Collettivo Studentesco Rivoluzionario- Napoli
Cobas Scuola

 

14 Novembre: studenti e lavoratori in corteo da piazza del Gesù a Confindustria. Perché?

#14N – H. 9.30 – P.zza Del Gesù
Studenti e lavoratori: andiamo tutti insieme a Confindustria

Il 14 novembre anche noi parteciperemo alla giornata di mobilitazione nazionale indetta da sindacati di base, collettivi, reti sociali e territoriali. Anche in questa giornata continueremo il percorso che sta caratterizzando il nostro autunno: quello di opporci alle politiche del Governo Renzi, in particolare su Riforma della scuola e del lavoro cercando l’unità dal basso dei settori sociali sotto attacco. Per questo abbiamo deciso di portare la nostra protesta sotto la sede napoletana di Confindustria. Il motivo? Leggete qui…

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Non c’è bisogno di essere investigatori privati o paparazzi per scoprire l’amore tra il numero uno di Confindustria – Giorgio Squinzi – e quello del Governo – Matteo Renzi. Si elogiano a vicenda un giorno sì e l’altro pure, tra un convegno degli industriali e l’altro; a Bergamo prima, a Brescia poi, passando per il Salone mondiale del motociclismo, per finire ai carteggi ospitati dalle pagine del Sole24ore.

 

Squinzi dichiara la sua piena soddisfazione per la Legge di Stabilità, invita il Premier a continuare sulla strada intrapresa, parla addirittura di “un sogno che si realizza”. Non meno schietto è il vice presidente degli industriali di Cuneo che si rivolge al ministro del lavoro Poletti encomiandolo per la centralità che il Governo sta dando al collegamento tra mondo della formazione e mondo del lavoro (si pensi alla presenza sempre più invadente dei privati nei Cda delle scuole, ai tirocini obbligatori e a tutto ciò che è effettivamente previsto nella “buonascuola”).

Ma cos’è Confindustia?

La confederazione generale dell’industria italiana non è altro che l’organizzazione che rappresenta le imprese italiane e quindi che fa gli interessi di tutti i padroni e i padroncini per cui, direttamente o indirettamente, siamo o saremo costretti a lavorare. In realtà il proprietario della pizzeria in cui lavori o quello della piccola azienda per cui fai tirocinio tramite la tua scuola non ne fanno propriamente parte, ma anche per loro le decisioni di questa Confederazione sono molto importanti. Perché? Perché anche a loro la riforma che “rottama e modernizza” il lavoro da tempo proposta da Confindustria tornerà utilissima per licenziarci quando non gli saremo più “utili” senza neanche fornirci spiegazioni, perché così potranno assumerci come apprendisti, tirocinanti o con contratti assurdi quante volte vorranno.
Non è un caso, insomma, che a spingere per l’approvazione del Jobs Act siano proprio Squinzi & Co. che, dall’incentivo dei contratti a termine, dall’abolizione dell’art.18, dalla modifica degli ammortizzatori sociali, vedranno materialmente aumentare i loro profitti e la loro ricchezza.

E cosa c’entra con il Governo Renzi?

Oggi come non mai il ruolo di Confindustria è quello di interlocutore principale del Governo e di unica componente, a quanto pare, a cui è permesso di “consigliare” ed indirizzare, nei fatti, le decisioni politiche ed economiche del nostro Paese. Una dinamica che a qualcuno potrebbe apparire balzana, ma che chiarisce subito chi sono i personaggi in campo e da che parte stanno: mentre questi incontri tra vertici si svolgono in palazzi blindati, i veri protagonisti dei loro convegni – lavoratori, studenti, disoccupati – vengono tenuti fuori e allontanati, picchiati, manganellati.

Come dar torto agli operai di Genova e Firenze che hanno utilizzato lo slogan “il PD è nemico di tutti i lavoratori”? Come non considerare ridicolo e paradossale quanto avvenuto a Brescia? Lì come sede per l’incontro con gli industriali è stata scelta una fabbrica, ma i lavoratori della Palazzolo Spa sono stati messi tutti in ferie forzate, esplicitamente a causa del “pericolo contestazioni”, visto quanto accaduto con gli operai di Terni qualche giorno prima e vista la solidarietà che la loro vicenda ha suscitato fin dal principio.

La paura era più che legittima: ormai si susseguono sempre più numerose e forti le manifestazioni, i presidi, gli scioperi contro il Governo Renzi, tanto da costringerlo ad affermare, quasi con atteggiamento difensivo, che c’è qualcuno che vuole spaccare in due l’Italia, che vuole dividerla tra “lavoratori e padroni”. Ebbene sì, caro Matteo, come smentirti? Quel qualcuno esiste e siamo proprio noi! Ma non vogliamo arrogarci il merito di questa scoperta. E’ la materialità della realtà che ci circonda a dircelo: da un lato il Governo Renzi a braccetto con Confindustria, dall’altro lato i lavoratori dell’AST di Terni, della TRW di Livorno, i facchini del CAAT di Torino, e poi ancora gli studenti contro la fatiscenza delle strutture, contro l’aziendalizzazione, contro una scuola che diventa sempre più un ricatto, insieme a lavoratori e disoccupati che in tutte le città, a Massa, Roma, Genova, Napoli, Mantova,  Firenze e ovunque nel Paese hanno deciso di dire basta e di ribellarsi!

Ecco perchè il 14 novembre vogliamo arrivare a Confindustria!

Perché per colpire questo Governo è necessario colpire anche chi lo sta dirigendo; perché se il cambiamento promosso da Renzi e Squinzi consiste in una facilità per i padroni ad assumerci con contratti a termine, a licenziarci quando gli pare, a non avere più diritti e quindi non potersi nemmeno lamentare, allora vogliamo consegnare direttamente a loro la nostra insubordinazione a tutto questo!
Perché se Renzi è disposto a mettersi in tour per ascoltare gli Industriali e fargli promesse, siamo noi che lavoriamo e studiamo – non lo Squinzi di turno! – a voler decidere del nostro lavoro e delle nostre scuole, perché è sulla nostra fatica e sul peggioramento delle nostre vite che si stanno accordando!
Perchè è necessario, in questo momento, individuare chiaramente i responsabili della situazione in cui siamo, chiamarli per nome, contestare i loro luoghi decisionali, costruire percorsi di opposizione unitaria.
E’ questo che abbiamo provato a fare il 2 ottobre, quando siamo scesi in piazza contro il vertice della BCE, il 10 ottobre contro la “buona scuola” e il Jobs Act, il 24 ottobre al fianco dei lavoratori dell’USB in sciopero, così come il 7 novembre a Bagnoli. E’ questo che proveremo a fare in tutte le giornate di mobilitazione e nelle assemblee di questo autunno.

Uniti perchè consapevoli che riforme come il Jobs Act e La buona scuola sono un attacco a tutti: vecchi e giovani, lavoratori e disoccupati, “precari” e “garantiti”.
Inflessibili perchè non ci stiamo a giocare al ribasso con i nostri diritti, non ci stiamo a veder messe in vendita le nostre vite per i profitti di pochi che, in questi anni di crisi, hanno continuato ad arricchirsi.
“Uniti e inflessibili” perché sappiamo che è di questo che hanno paura e che solo così riusciremo davvero ad invertire la rotta! Non siamo più disposti ad assistere alle solite passerelle fatte dal governo per rassicurare industriali, manager e imprenditori. E se all’interno di quei palazzi si sentono sicuri dobbiamo essere noi a farli tremare, per le strade, nelle piazze, nelle scuole e sui posti di lavoro!

#NoJobsAct
#NoPianoScuola
#NoGovernoRenz

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#24Ottobre Uniti e inflessibili contro il jobs act

Oggi, 24 Ottobre, tanti studenti sono scesi nuovamente in piazza, dopo la data del 10 ottobre, per proseguire nella lotta contro le nuove riforme del governo Renzi.
Il corteo è partito da piazza del Gesù numeroso considerando comunque i disagi che lo sciopero dei trasporti pubblici ha creato -il cui risvolto positivo è rintracciabile nei tanti lavoratori che hanno scioperato e che sono scesi in piazza – e ha visto come prima tappa la sede della Provincia, dove gli studenti hanno fatto sentire la loro voce contro le strutture fatiscenti delle scuole pubbliche, richiedendo, dunque, delle sedi quantomeno dignitose. Successivamente il corteo si è diretto verso la Questura per contestare le solite politiche repressive che il governo utilizza ogni volta che si decide di non abbassare più la testa.L’abbiamo visto anche la scorsa settimana in molte città italiane, che sono state teatro di scioperi in cui lavoratori e studenti si sono opposti alla riforma del lavoro e a quella della scuola, trovando la solita risposta da parte delle autorità.
Il corteo, giunto a piazza Bovio, s’è unito con il corteo dei lavoratori (proveniente da piazza Mancini), capeggiati dall’USB, per poi proseguire verso piazza Municipio e, in fine, piazza Plebiscito, dirigendoci verso la sede della Prefettura, organo di rappresentanza diretta del governo sul territorio.
Il corteo dei lavoratori ha proseguito verso la sede di Confindustria mentre il corteo degli studenti s’è fermato sotto la prefettura stessa, sanzionandola con lanci di uova ed esponendo uno striscione con su scritto: “DISCIPLINATI OGGI, SFRUTTATI DOMANI!”. Vogliamo ribadire che noi non ci stiamo alle condizioni che il governo vuole imporci, non vogliamo essere indottrinati e iniziare ad essere sfruttati attraverso stage e tirocini non retribuiti nelle scuole e nelle università per poi continuare ad esserlo anche sui posti di lavoro. Infatti, l’attacco di questo governo è complessivo: il suo unico obiettivo, come quello dei governi precedenti, è quello di piegare la società alle esigenze dei padroni, partendo dai banchi di scuola, promuovendo con la riforma della scuola competizione e sfruttamento fino ad arrivare ai posti di lavoro con il job’s act che dimunuisce salari e diritti ai lavoratori. Noi, in quanto precari o “garantiti”, lavoratori o disoccupati, italiani o stranieri, dobbiamo rispondere uniti a quest’attacco che mira a dividerci, a metterci gli uni contro gli altri e che va a peggiorare completamente le nostre condizioni di vita.
Abbiamo concluso con un’assemblea pubblica e abbiamo aperto con tutti i partecipanti al corteo un dialogo dal quale è emerso che, vista la portata di questo attacco a studenti e lavoratori, dobbiamo continuare a mobilitarci per riuscire a creare un’opposizione vera contro il governo Renzi. Ripartiamo dall’assemblea che si terrà mercoledì 29 alle ore 15.00 tra le varie organizzazioni (S.A.C. e C.S.N.E in primis) allo spazio Me-Ti e costruiamo insieme iniziative, assemblee, momenti di discussioni in vista del 7 novembre dove Renzi sarà “ospite” a Bagnoli, territorio emblema della speculazione edilizia e dell’inquinamento ambientale, e verso il 14 novembre giornata nazionale di mobilitazione.

Cercando continuamente di metterci gli uni contro gli altri: uomini contro donne, italiani contro immigrati, “garantiti” contro “non garantiti”, giovani contro vecchi. Noi, però, sappiamo di stare tutti dalla stessa parte della barricata, sappiamo che l’attacco è forte, certo, ma sappiamo anche che noi oggi abbiamo risposto compatti, consapevoli che solo insieme possiamo davvero riuscire ad invertire la rotta!

Ci vogliono divisi e flessibili, ci avranno uniti e inflessibili!
Contro la buona scuola, il job’s act e i tagli della legge di stabilità! Diciamo no al governo Renzi!

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Aggressione fascista al liceo J. Sannazaro

Oggi fuori al liceo J. Sannazaro, all’orario di uscita della scuola, un gruppo di ragazzi appartenenti a Blocco Studentesco (sezione studentesca di casa pound italia) hanno aggredito due studenti del liceo. Le “classiche” modalità della destra fascista, una destra che si presenta fuori una scuola, provoca e aggredisce due ragazzini, semplicemente perchè ha riconosciuto in quella scuola degli studenti che il giorno prima erano scesi in piazza a manifesta contro la cattiva scuola del governo renzi.

Tutto questo accade proprio all’indomani di una grande mobilitazione studentesca nazionale, che ha visto migliaia di studenti medi e universitari in 100 piazze italiane, uniti, compatti, pronti a combattere le logiche di disciplinamento, di gerarchizzazione, di competizione (tanto care ai fascistelli!) che renzi vorrebbe imporre al mondo della formazione.
E’ necessario ribadire una volta di più, alla luce dell’episodio di stamattina, che Napoli è stata e sarà una città antifascista e lo ha dimostrato con la sua storia di Resistenza e opposizione a ogni tentativo fatto dall’estrema destra di conquistare margini di azione e di presa di parola politica. Per questi razzisti, sessisti, omofobi, non c’è spazio né tra le nostre strade né tra le nostre piazze né tantomeno nelle nostre scuole!

Studenti Autorganizzati Campani
Collettivo autorganizzato universitario
Collettivi autonomi napoli
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